Il kit Zendure SolarFlow è ormai onnipresente online, promosso come la soluzione definitiva per abbattere la bolletta elettrica con un semplice sistema da balcone. Dietro a un marketing efficace e un design curato, però, si nasconde un ecosistema tecnologico che non è per tutti. Prima di investire una cifra che può superare i 1.700 euro per un kit completo, è fondamentale capire se il suo vero punto di forza – la gestione avanzata dell'energia tramite accumulo – si adatta realmente alle sue abitudini di consumo. Molti, infatti, potrebbero ottenere un risultato simile con soluzioni meno costose. Analizziamo senza filtri se e quando Zendure rappresenta la scelta giusta.
Hyper 2000 o AIO 2400? La scelta dipende dallo spazio (e dall'estetica)
Zendure attacca il mercato italiano del 2025 con due proposte principali, apparentemente simili ma destinate a utenti diversi. Il cuore del sistema più performante è l'Hyper 2000. Non è solo un inverter, ma un vero e proprio hub energetico bidirezionale. La sua caratteristica più importante, spesso trascurata, è la presenza di quattro inseguitori del punto di massima potenza (MPPT) indipendenti. In parole povere, può gestire fino a quattro gruppi di pannelli orientati in direzioni diverse (ad esempio due a est e due a ovest) ottimizzando la produzione per ciascuno. Questo permette di "sovradimensionare" l'impianto installando fino a 2400W di pannelli, pur immettendo in casa il limite di legge di 800W. Il vantaggio? Si produce molta più energia nelle ore meno soleggiate del giorno e durante i mesi invernali, massimizzando la carica della batteria.
L'Hyper 2000 si abbina alle batterie impilabili AB2000S, moduli da quasi 2 kWh ciascuno. Il sistema è modulare, pensato per chi vuole partire con una configurazione base per poi espanderla. Il suo vero asso nella manica è il protocollo ZenLink, una rete mesh locale che fa comunicare hub e batterie senza dipendere da una connessione internet o da server cloud esterni. Se la sua connessione Wi-Fi salta, il sistema continua a funzionare perfettamente, un dettaglio non da poco per l'affidabilità a lungo termine.
Dall'altra parte c'è l'AIO 2400 (All-In-One). Come suggerisce il nome, integra inverter e una batteria da 2,4 kWh in un unico blocco di alluminio dal design minimale. È la soluzione per chi ha poco spazio o cerca un impatto visivo ridotto. La sua semplicità, però, ha un costo: non è espandibile. Quello che compra è quello che avrà. È perfetto per un appartamento con consumi stabili e prevedibili, dove non si prevede di aumentare il numero di pannelli in futuro. Meno flessibile, ma decisamente più elegante e compatto.
Quanto si risparmia davvero? Conti alla mano per il 2025
Passiamo alla domanda cruciale: l'investimento ha senso? Dimentichiamo per un attimo le percentuali ottimistiche del marketing e facciamo due calcoli basati su proiezioni realistiche per il 2025, con un costo dell'energia medio di 0,37 €/kWh. Un sistema da 800W installato nel Centro Italia può produrre circa 1.050-1.150 kWh all'anno. Il problema è che senza una batteria, di tutta questa energia riuscirà a consumarne istantaneamente solo una frazione, tipicamente il 40-60%, che corrisponde ai suoi consumi di base durante le ore di sole (frigorifero, stand-by, dispositivi in carica).
Con un sistema Zendure dotato di accumulo da circa 2 kWh, lo scenario cambia radicalmente. L'energia prodotta e non consumata di giorno viene immagazzinata e rilasciata la sera, quando i consumi sono più alti (luci, TV, cena). In questo modo, la percentuale di autoconsumo può schizzare all'80-95%. Vediamo l'impatto economico.
| Configurazione Sistema (800W - Centro Italia) | Costo Indicativo 2025 | Produzione Annua | Autoconsumo Stimato | Risparmio Annuo Lordo | Tempo di Rientro Stimato |
|---|---|---|---|---|---|
| Senza Accumulo | € 750 | 1.100 kWh | 45% (495 kWh) | € 183 | ~4 anni |
| Zendure con Accumulo 2 kWh | € 1.700 | 1.100 kWh | 85% (935 kWh) | € 346 | ~5 anni |
Come si vede, l'accumulo raddoppia quasi il risparmio annuo, ma aumenta anche il costo iniziale e, di conseguenza, il tempo di rientro dell'investimento. Il punto di pareggio si allunga di circa un anno. La batteria non è una magia per risparmiare di più in assoluto, ma uno strumento per massimizzare l'uso dell'energia che già produce. La convenienza dipende quindi dalla sua curva di consumo: se lavora da casa e usa molti elettrodomestici di giorno, un sistema senza accumulo potrebbe già darle grandi soddisfazioni.
Burocrazia: la "Comunicazione Unica" è l'unico vero ostacolo
L'Italia ha finalmente semplificato l'iter per questi piccoli impianti. Per sistemi fino a 800W di potenza, come quelli di Zendure, non servono permessi comunali (salvo vincoli paesaggistici specifici) né complicate pratiche con il GSE. L'unica procedura obbligatoria è la Comunicazione Unica al proprio distributore di rete (es. E-Distribuzione). È un modulo online relativamente semplice dove si dichiarano i dati dell'impianto e del titolare della fornitura. Una volta inviata, il distributore ha circa 10 giorni lavorativi per installare, se non già presente, un contatore bidirezionale, capace di misurare l'energia sia prelevata che immessa.
Attenzione a due aspetti tecnici fondamentali. Primo, la normativa CEI 0-21 è obbligatoria. Questa norma garantisce che l'inverter si scolleghi automaticamente dalla rete in caso di blackout, per la sicurezza dei tecnici che lavorano sulla linea. I prodotti Zendure, come quelli di tutti i principali marchi, sono certificati e integrano questa protezione. Secondo, la legge prevede che l'impianto sia collegato a una presa dedicata, protetta da un interruttore magnetotermico e differenziale adeguato nel quadro elettrico. Anche se tecnicamente funziona su una normale presa Schuko, far verificare la linea da un elettricista è una garanzia di sicurezza indispensabile.
Se abita in un condominio, non serve l'approvazione dell'assemblea. È sufficiente inviare una comunicazione all'amministratore, come previsto dall'articolo 1122-bis del Codice Civile, assicurandosi di non ledere il decoro architettonico o la stabilità dell'edificio. Se invece è in affitto, è obbligatorio ottenere il consenso scritto del proprietario prima di procedere con l'installazione.
I compromessi di Zendure: cosa non le dicono le pubblicità
Nessun prodotto è perfetto e Zendure non fa eccezione. Il primo e più evidente compromesso è il prezzo. A parità di potenza e capacità di accumulo, Zendure si posiziona nella fascia alta del mercato. Questo costo è giustificato dalla qualità costruttiva (certificazione IP65 contro acqua e polvere) e da funzioni avanzate come la bidirezionalità e la gestione via app, ma se il suo unico obiettivo è accumulare energia di giorno per usarla la sera, esistono alternative più economiche che fanno bene lo stesso lavoro.
Un secondo punto critico è l'ecosistema chiuso. Le batterie AB2000S funzionano magnificamente con l'hub Hyper 2000, ma non sono compatibili con altri sistemi. Questo crea un "vendor lock-in": una volta entrato nel mondo Zendure, sarà vincolato ai loro prodotti per future espansioni. Questo non è un problema se si è soddisfatti del marchio, ma limita la flessibilità.
Infine, bisogna essere onesti riguardo ai pannelli. Zendure offre sia pannelli rigidi ad alta efficienza (attorno al 23%) sia pannelli flessibili. Questi ultimi sono leggeri e comodi, ma la loro resa è inferiore (19-21%) e soprattutto soffrono di più il surriscaldamento estivo, che ne riduce ulteriormente le prestazioni. Salvo per reali vincoli di peso sulla struttura del balcone, la scelta dovrebbe sempre ricadere sui pannelli rigidi per massimizzare l'investimento.
Zendure contro tutti: Anker, EcoFlow e la battaglia per il suo balcone
Il mercato non è solo Zendure. Competitor agguerriti come Anker ed EcoFlow offrono soluzioni molto valide. Anker, con il suo sistema Solix, punta tutto sulla potenza bruta, offrendo un input fotovoltaico molto elevato, ideale per chi vuole "sovradimensionare" al massimo. Il suo punto debole, rispetto a Zendure, è una maggiore dipendenza dal cloud per le logiche intelligenti. EcoFlow, d'altro canto, gioca la carta del rapporto capacità/prezzo, offrendo spesso il costo per kWh di accumulo più basso del mercato, una scelta eccellente per chi vuole la massima capacità di batteria con il minimo esborso.
Dove vince Zendure? Nell'affidabilità e nella visione a lungo termine. Il funzionamento indipendente da internet grazie a ZenLink è un vantaggio per chi non vuole sorprese. La capacità dell'Hyper 2000 di essere bidirezionale (cioè di poter anche prelevare energia dalla rete per caricare le batterie, magari di notte quando costa meno) lo rende già pronto per le future tariffe energetiche dinamiche. In definitiva, Zendure è la scelta del "prosumer" consapevole, colui che non cerca solo un risparmio immediato ma un piccolo centro di gestione energetica domestica. Per chi cerca la soluzione più semplice ed economica per iniziare, forse guardare altrove potrebbe avere più senso.
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